Marathon des Sables 2016. Flavio, Nicolò , Paolo là ed io qui a seguirli e a ricordare come tutto è iniziato …

foto-70 io&Flavio

Telefono che squilla.. E’ notte ed ho avuto crampi allo stomaco , vomitato ed altro .. per tutto il giorno
Ma chi c….? “Ciao sono Flavio ! “.
Ha appena concluso la sua prima ( .. lui dice ultima ) Marathon des Sables , ma io che lo conosco da un pezzo non gli credo!
Questa telefonata mi ricorda quella ricevuta una notte di una decina di anni fa. Erano circa le tre . Un’ora dove se ti svegliano all’improvviso non ti rendi bene conto di dove realmente sei.. Mia moglie sospettosa che mi chiede “..ma chi diavolo ti chiama? “. Di là una voce commossa che mi dice ” l’ ho finita , l’ho finita ! ” e poi qualche singhiozzo.
Era Flavio che come promesso mi diceva di aver appena concluso la sua ” 100 km del Passatore !,”
.. Io me n’ero dimenticato ma alle tre ero lì che piangevo con lui.
Con lui avevo iniziato e forse senza di lui non avrei corso ne’ una ne’ nessuna delle 45 maratone che poi mi sono ritrovato ad aver corso..
Lui era il “Super coach” come l’ha ribattezzato mio fratello Alessandro.
Era quello che mi aveva strappato anche senza grande fatica dal calcio , poi amatoriale ( anche se di livello) e praticato per più di 15 anni , che per me era diventato oramai difficile e forse poco dignitoso..
” Ci alleniamo un anno e poi facciamo una Maratona !”
Un metodico , al limite dell’ossessione . Si è informato, ha studiato allenamenti e tabelle .. prima ancora di affidarci ad Oralndo Pizzolato ( vincitore , per chi ancora non lo sapesse.., di due New York City Marathon e che poi ci fece da coach con le sue tabelle..ed i feedback rimandati per fax e le prime mail ) era il 2000..
E già si parlava di ” lunghi ” di ritmo medio” di “ripetute” di soglia anaerobica, di alimentazione, di scarpe, di lattato..
” Domani alle 5,25 dal passaggio a livello di San Defendente “
Alle 5,26 lui sarebbe comunque partito e giuro andava , anche da solo.. quindi di quegli appuntamenti non ne ho mancato uno ( o quasi)! A lui invece bastava un sms verso le 5 ed un quarto con su scritto “no”.. e basta: non si andava e niente domande.
Il “Supercoach” in seguito ne avrebbe intortati altri ( a partire da mio fratello Ale a Marco e tanti altri ..
Fino ai Mattia, Federico e Nicolò (che lo seguirà anche nella “ultima pazzia” ! ) che lo conosceranno come preparatore prima del “Depo” poi di maratone su strada poi tra i boschi e nei Trail .
Io più che vittima ero euforico e stupito di cosa riuscivo a fare : correvo più di quanto avessi mai fatto in anni di rincorse al pallone . Nessuno di quelli che si era allenato o giocato con me ancora oggi crede io abbia corso più di una mezz’ora di seguito..
Invece con lui davanti in allenamento o a fianco in molte maratone ho fatto migliaia di km.. ( 2700 fino a 3000 in un anno ) con mesi dove si superavano i trecento km..
Flavio era quello delle imprese possibili e poi di quelle impossibili e qui aveva dei bei maestri come il ” Lurenzin” [ Lorenzo Lucchini] che quella notte lo aveva accompagnato in bici alla “Cento km del Passatore “ che solo un anno prima aveva chiuso sotto le 10 h ( e nei primi cento..) Prima ancora avevano fatto assieme la Paris-Brest-Paris : 1200 km in bici dormendo in un fienile solo un paio d’ore.. e dopo aver pedalato i vari brevetti 400, 600 km ecc sempre con Lorenzo a fare ” la Scia “ !!
Quindi non mi ha stupito quando mi ha detto : ” Io a gennaio mi iscrivo” ( non so bene che mese fosse ma di sicuro quasi un anno fa) . Era un sogno che cullava da tempo ma doveva trovare qualcuno che lo condividesse. A me sarebbe piaciuto, ma se a lui dieci anni in meno potevano essere l’ideale a me ne sarebbero serviti una ventina..!
Ma su di lui ho scommesso da subito : lo conosco e so che se vuole una cosa la ottiene, preparandosi con umiltà e l’approccio con il quale ha affrontato questa ennesima impresa è stata quello di affrontare uno “step” alla volta . Così è successo negli allenamenti ,e la sete di informazioni e consigli su chi questa esperienza l’aveva già vissuta. Studio dei materiali quasi maniacale , alimentazione e poi grande equilibrio e “testa” ..
Quella un po’ matta l’aveva fatto rinunciare ad alcuni obbiettivi ( .. a volte in corso d’opera..)
Anche l’avversione ai viaggi aerei gli aveva impedito di correre con me la prima maratona a New York nel 2000, e le altre oltreoceano . Invece con il treno a Berlino [***vedi la foto del 2006] e Parigi .. poi Vienna era stato possibile!
Quest’estate la svolta : viaggio negli Stati Uniti e Canada .. senza problemi !
In una telefonata ,probabilmente dopo una corsa in Central Park , mi disse : ” ..Cosa mi sono perso ! “
Ora nulla avrebbe potuto impedire l’impresa : tre o quattro li ha preparati atleticamente e per chilometri per un anno , .. e poi solo uno , Nicolò il più “guregno” o forse solo il più pazzo è rimasto .
Mattia ( che ha corso anche in loro onore domenica il Trail dei gorrei lungo 46km nonostante influenza intestinale .. ) con Fabrizio e gli altri che come me e gli altri li hanno seguiti da qui ..invidiandoli molto.
Tutti facendo il tifo e stando alzati fino a notte a seguire i pallini blu che sulla mappa di google e su uno sfondo monocolore giallo-ocra-grigio che più che alla sabbia dava solo senso di solitudine.
Sì erano più di 1200 , ma noi ne seguivamo solo due, poi diventati tre quando scoprimmo Paolo Tomatis che alla fine si era allenato con loro e ora condivideva quella tenda di sette-otto posti a fianco di quella dei marocchini ( i fenomeni..) e dei brasiliani.
Come ci hanno raccontato, me li immagino sotto quel telo retto da quattro pali, a dormire ( loro senza il materassino dimenticato o meglio non portato..) su un pavimento formato da un altro telo tenuto fermo da sabbia, dentro un sacco a pelo da dove spuntavo solo il muso a patire il freddo della notte , ingigantito dalle poche calorie rimaste in corpo..
Alzarsi di notte e con la luce frontale , raggiungere posti isolati oltre il campo per fare quello che si poteva fare.. E riuscire a ritornare .
“Ciao …. Sì sono Flavio, finalmente mi hanno ridato il telefono ( requisito il giorno prima dello start..) e ora ti posso chiamare . Ho i piedi distrutti, è stata durissima forse a detta di chi era con noi in tenda e ne ha fatte 12.. questa è stata la più dura!”
Questa volta la voce non era rotta dall’emozione ( ero io che avevo le lacrime agli occhi e la pelle d’oca ….ma non era ne’ la febbre o l’influenza intestinale..) Era euforico, lo immaginavo cadaverico , invece l’adrenalina era ancora in circolo..e le endorfine lo avrebbero sostenuto ancora per chissà quanto.
“Sono partito tranquillo.. e già dalla prima duna ho capito che sarebbe stato difficile , più difficile di quello previsto: ad ogni passo affondavi nella sabbia e questa ti arrivava al ginocchio.. Se poi eri in salita nella sabbia affondavi e tornavi indietro. Cercavo di darmi un traguardo che poi era il check-point successivo e da lì ripartivo . Ho faticato già dalla prima tappa e lì ho pensato di ritirarmi ma più andavo avanti e più pensavo di farcela. A quelli la l’ho detto ma non mi stavano a sentire.. ” .
Anche alla prima maratona si imparano un fracco di cose ma che serviranno per la prossima volta .. Anche qui e si fanno errori, alcuni si pagano sulla pelle ..
Gli chiedo:” Cosa non faresti più e cosa faresti?”
“Sicuramente rivedrei l’alimentazione.. Là è difficile mangiare , non mi andava giù niente. Ho mangiato tre o quattro “granetti” (cubetti di formaggio grana..) quattro confezioni di “taralli” ( tarallucci secchi) una di queste sciolta in un “ brodo di pollo brasiliano” (?) regalatomi dall’astrofisico..( quello delle 12 MDS e di 454.. [!!] Maratone!!) . I gel li vomitavo..
Così quando nella quarta tappa sono giunto al 4^ checkpoint ho chiesto al medico di farmi una flebo di sali . Questo mi ha preso la pressione : ” 110/70.. Non sei disidratato , niente flebo. “
” Ad ogni checkpoint stessa scena = “ 110/70 .. , Tutto ok “ ma io sapevo di non magiare , di non riuscire a bere ne’ acqua e ne sali .
“Senta dottore lei parla italiano e mi capisce: .. vuole che mi ritiri?
Mi dia una bottiglia d’acqua..”, gliel’ho vomitata davanti. ..!
“..ok sei disidratato”
Dopo quattro sacche di fisiologica, sali e non so che altro.. ed un’ ora di lettino , sono ripartito . Era notte, la lunga notte ..
Erano già passate dieci ore di cammino che era passato per tratti in salita dove ci eravamo aiutati con le corde .. ( ah, dimenticavo la prossima volta porto i bastoncini !) .. ed ora con la temperatura bassa è meglio, molto meglio e bisogna andare avanti.
Non li ho capiti, si sono fermati. Sono andati troppo forte prima?
La notte è fantastica. Ho luce che illumina la pista e vedo laggiù davanti trecento metri un altro , lo seguo. Intanto le stelle cadenti sono mille, mai viste così tante .. C’è silenzio ed è fantastico, anche se soffro , anche se i miei piedi sono in fiamme ( caldo o di notte non cambia , in fiamme lo stesso..) . Lo zaino che ha con sè tutto il necessario per questa avventura pesa e mi sta sfasciando la spalla destra.. Non è bastata la palestra? Soffro ma è fantastico tutto quello che sto vivendo, anche con loro e con tutti quelli che ho incontrato qui..”
Intanto noi da qui continuiamo a seguirli . Vediamo Flavio che continua a spostare il suo pallino blu dal “gps” che lo trasmette alla “ live-marathondessable “
e sono le tre di notte qui quando vado a dormire mentre lui continua passare di ceck in ceckpoint , ed intanto anche gli altri hanno ripreso la loro gara.
È mattina quando vedo che Flavio ha già superato l’ultimo CP, il 7^ e gli manca poco per raggiungere il traguardo degli 84,3 km !,
Va veloce , così almeno mi appare e voglio immaginare che corra mentre laggiù oltre
le bandierine a scacchi e all’arco che simula il gonfiabile già centinaia di pallini blu in un ordinato semicerchio stanno ad indicare quelli già arrivati .
Aggiorno , in continuazione le immagini sullo schermo, ed infine lui arriva ma non lo vedo sulla Webcam.. Evidentemente c’è discrepanza con il satellite.. Non importa sono sicuro che è arrivato correndo !
Me lo confermerà solo a cena quando mi ha raccontato il resto della storia..
Grande Flavio e grandissimi Nicolò e Paolo.. Uomini del deserto ,Ci avete emozionato .
**
[ ..dimenticavo erano le quattro di notte di lunedì quando ho finito di scrivere queste righe, erano le ore subito dopo cena dove tu e Paolo avete raccontato . Non potevo rischiare di dimenticarmi di qualche particolare anche se ancora molto mi racconterai , ma giuro mi sembrava di essere là : anche qui a casa mia a quell’ora c’era il silenzio del deserto .. silenzio che da un momento all’altro aspettavo fosse rotto da una telefonata , una telefonava che mi diceva : “ L’ho finita, l ‘ho finita ..!” ]
Grazie di avermi fatto correre con te ..anche lì,
beppe
 
P.s.:
Per la cronaca la frazione “lunga” Flavio Scrivano l’ha conclusa in 23 ore e qualche decina di minuti.. Niccolò Surian e Paolo Tomatis arriveranno solo 4 ore dopo , ma recupereranno un po’ nei giorni successivi, anche perché a Flavio le flebo sono costate 2 ore di penalità in classifica.. ma va bene così .
Ci saranno altre due giornate, la quinta tappa di 42 km che ha fissato la classifica generale dove Flavio intorno alla 700^ posizione ma è 19^ tra gli italiani mentre Nicolò e Paolo sono 20 ^ e 21^.
L’ultima tappa è per beneficenza : 17km ..obbligatori , Tutti con la maglia dell’ UNICEF e consegna medaglie , quelle che porteranno al collo da allora fino all’arrivo in aeroporto dove sono andato ad aspettarli, e a festeggiarli assieme ai parenti e amici. Amici che ad Acqui hanno atteso a casa Nicolò per festeggiare il loro “capitano”.
A Flavio ora manca un’altra impresa ..: Lo spazio o la Luna?
 
 
Qui la cronaca ed i numeri della gara :[ http://acquirunners.it/?p=2241 ].. almeno di quelli che noi conosciamo.
In sintesi qualche dato… :
Flavio Scrivano con 58h 34′ e 51″ è 730° ( media 4,06 kmh) , Nicolò Surian 767° in 59h 57′ 21″ (3,97 kmh) mentre Paolo Tomatis 823° (62h 43’42” ; 3,79 kmh) .
Classifica dominata dai 2 marocchini Rachid El Morabity , 1° in 21h 01′ e 21″ davanti di soli 4′ e 17 secondi ad Abdelkader El Mouaziz ; Entrambi dopo averlo invitato a cena hanno regalato a Paolo un chitarrone tradizionale del loro paese, sapendolo musicista..
Primo degli italiani è Marco Pajusco 10° in 24h e 41’. Il ” mitico” Marco Olmo (68 anni da Robilantes – CN) alla sua 20^ Marathon des Sables è 2° degli italiani e 24° in generale !
 
 
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