Flavio Scrivano e Antonello Paderi da Acqui al Nepal per la gara “Everest Trail Race”

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Flavio Scrivano ed Antonello Paderi (entrambi atleti Acquirunners..) sono gli unici Italiani che hanno affrontato la gara del 6° Everest Trail Race in programma dal 6 al 18 Novembre in Nepal . Un’impresa unica ed incredibile che li ha visti seguiti attraverso il web dagli amici e compagni di allenamento , essendo impossibili le comunicazioni telefoniche con quei luoghi impervi ma pieni di fascino e storia.

La Competizione che ha visto al via una sessantina di atleti  si è svolta quasi interamente all’interno del parco Nazionale del Everest in  Nepal:  165 chilometri divisi in sei tappe con la più lunga di km 37 , complicati da problemi di altitudine che dai 2600m della partenza li hanno portati ai 4400 dell’arrivo con un dislivello +- di di 29.000 m..! Argentini, Spagnoli, Statunitensi.., una dozzina di nazioni  diverse  e naturalmente i Nepalesi che si sono aggiudicati la gara con Pas Sang Lama impiegando poco più di 23h totali..

Sono stati sei giorni da gara  pieni di difficoltà ma la trasferta era iniziata molto prima : una lunga trasferta con tappa a Katmandu e poi il tragitto di sette ore in pullman da Bulman  per giungere al campo base e alla partenza , attraverso interminabili stradine e tornanti  con piccoli assaggi di quella cefalea e nausea che li avrebbe accompagnati in alcuni tratti di gara.

Anche la preparazione al Trail in altura era iniziata molto prima ed è durata tutta la primavera e poi l’estate , con Flavio Scrivano che partiva avvantaggiato dopo l’esperienza che lo aveva portato assieme a Nicolò Surian ad affrontare il deserto della Marathon des Sables.. Antonello non era stato da meno anche se un paio di infortuni ne hanno rallentato gli allenamenti e messo a rischio addirittura la partenza.

Sei Giorni di sforzi intensi condivisi con tutti gli atleti :  non solo il freddo che qui era di 10- 12 gradi per scendere solo la notte ai -7° duranti i sonni in tenda .. e solo le ultime due notti ospitati dai monaci Tibetani nei pressi dei loro Monasteri;

ma è la sofferenza fisica che ha messo a dura prova tutti i concorrenti arrivando a portarli al limite delle forze  mentre le emozioni trattenute per tutta la corsa si sono liberate solo attraversando il traguardo e la gioia ha prevalso su tutto il resto !

E’ sul Traguardo dell’ultima tappa che si è vissuta l’immagine più bella  con Antonello , fermato alla quarta tappa da problemi legati all’altura , che ha atteso l’amico Flavio in un emozionante abbraccio che ha unito i nostri due atleti e che ha accomunato i numerosi amici  , i compagni di allenamenti di corse per strade e boschi  , in una stretta finale carica di significati .

Belle le parole di Flavio nell’intervista di Massimiliano Pettine apparsa sulle pagine del giornale “Il Piccolo” di Alessandria . :

-“Lo sai che non sei a posto? ” domandava il giornalista in riferimento al fatto di essere passato dai 257 km della Marathon des Sables da correre in una settimana ,conclusa l’aprile scorso,  tra dune e deserti e ai 9 litri d’acqua da consumare al giorno,  alla scalata di corsa alla montagna più grande del mondo..

-F: ”  Beh, in effetti comincio a pensarlo anch’io.. Però ha visto paesaggi indescrivibili e provato emozioni uniche”.

e poi avendo provate entrambe le gare ,  F: ” Il trail dell’Everest e molto, molto più impegnativo:  se avessi saputo di soffrire così tanto non mi sarei iscritto !” [ ..non ci crediamo , ndr ]

a differenza della gara nel deserto dove si era in completa autonomia , qui l’organizzazione forniva il necessario per la ” sopravvivenza” e proprio difficoltà di alimentazione e scarso adattamento sono stati la causa di molti ritiri.

-F: ” Il menù era quello locale. La colazione a base di latte di yak, pane e aglio.. poi si mangiavano patate con spezie , riso molto cotto e minestre dagli ingredienti misteriosi… Ti tappavi il naso e mandavi giù, perché per queste gare avevi comunque bisogno di energie..”

M: Ti ha aiutato da piemontese anni di “bagna cauda”? – F ” In effetti io ho storto il naso in maniera minore di altri, ma giuro che l’odore dell’aglio non me lo sono ancora levato da addosso ..!”

 

Rinnoviamo i complimenti ad Antonello Paderi e a Flavio Scrivano per il coraggio che li ha portati fino a quelle vette e a quei traguardi, pronti a festeggiarli al loro rientro e a seguirli in nuove imprese, o magari ad accompagnarli davvero nella loro prossima impresa !!.

Bravi Antonello e Flavio

*nella foto l’abbraccio all’arrivo tra Antonello e Flavio  ( dal sito Facebook  Everest Trail Race)

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